Il tempo che non entra nell’orologio
Dai calendari maya al giorno fuori dal tempo di José Argüelles: misurare una durata e abitarla sono due esperienze che possono illuminarsi a vicenda.
Le prospettive · 19 letture
Immaginazione, cinema, poesia e forme del sentire. La conoscenza attraverso la creazione.
Dai calendari maya al giorno fuori dal tempo di José Argüelles: misurare una durata e abitarla sono due esperienze che possono illuminarsi a vicenda.
Una frequenza di accordatura può diventare scelta artistica o simbolo spirituale. Comprenderla richiede di ascoltare anche il contesto.
Un dialogo antico, un'ipotesi zoologica e un libro novecentesco hanno storie differenti. Seguirle permette di comprendere come nascano e cambino i continenti immaginati.
L'esplorazione antartica e i racconti sulla Terra interna si incontrano nel nome di un uomo. Inventari, date e provenienza permettono di ricostruire che cosa documentino davvero le fonti.
La scena diventa uno spazio acustico e il testo incontra il corpo della voce. Una ricerca teatrale che cambia la domanda su ciò che significa ascoltare.
Fra una raccolta medievale e la scena di Orff passano secoli, scelte e nuove sonorità. Il corpo e il potere attraversano entrambe le storie, senza renderle identiche.
Montaggio, musica e materia visiva possono trasformare una domanda prima delle spiegazioni. L'arte offre un laboratorio per riconoscere come costruiamo ciò che vediamo.
Tradurre un testo significa scegliere che cosa deve restare riconoscibile. Ritmo, immagini e parole spirituali rendono visibile il lavoro che collega culture differenti.
Il Cristo visto dall'alto e il Cenacolo dentro una geometria trasparente trasformano immagini familiari. Due dipinti aprono una domanda sulla posizione dello spettatore.
La scomparsa del 1925 e le riletture esoteriche del Roncador chiedono una ricerca capace di distinguere documento, libro e interpretazione. Anche un piccolo biglietto può cambiare la prospettiva.
Il linguaggio simbolico può aprire la ricerca sulla creazione. Per restare fertile deve lasciare alle persone la libertà di eccedere i ruoli che attribuiamo loro.
Le ultime parole del Fedone aprono un problema più ampio dell'eroismo. Essere coerenti significa anche rispondere di ciò che abbiamo promesso.
La tavola dei Vangeli e la biblioteca di Umberto Eco aprono una domanda sul rapporto tra gioia, autorità e vita spirituale.
Il Brasile può diventare una domanda rivolta al nostro sguardo: incontriamo un luogo o cerchiamo soltanto conferme alla nostra idea di trasformazione?
James Hillman invita a leggere una vita anche attraverso immagini e vocazioni. Una prospettiva che può aprire significati senza trasformarli in un destino imposto.
L’esperienza brasiliana di UNIPAZ apre una domanda sul rapporto fra conoscenza, presenza e responsabilità collettiva.
La tragedia del 1913 e Mistero buffo mettono in gioco il rapporto fra poeta, pubblico e trasformazione. La novità delle forme apre un conflitto su chi possa immaginare il mondo.
Le narrazioni mesopotamiche della creazione interrogano fatica, intelligenza e responsabilità. Leggerle dalle tavolette restituisce al mito la sua complessità.
Le parole sopravvissute chiedono lettura e immaginazione. Attribuzioni e lacune fanno parte dell'incontro con una voce antica.
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